Villa Tatti_Tallacchini
Vista dal primo balzo con ninfeo centrale
Villa Tatti - Tallacchini
La fontana, il laghetto e la cinta che delimita il parco
Le Ville
Villa Tatti-Tallacchini
La villa Tatti-Tallacchini può assurgere a distintivo del territorio di Comerio, in quanto ne compendia le caratteristiche naturali paesistiche: un poggio avanzato sopra i laghi varesini avente come sfondo immediato il verde intenso dei colli circostanti e l'orizzonte che spazia fin sulle cime innevate dell'arco alpino.
L'architetto progettista ha collocato la villa sul lembo meridionale del "balcone", a ridosso del centro abitato, sfruttando così un terrazzo meraviglioso per il panorama, per la luce naturale del sole in un punto al riparo dai venti freddi del nord. La planimetria si presenta con un corpo centrale molto avanzato sul terrazzo di base, con due ali laterali molto arretrate, precedute quindi da spaziose aiuole con fontane. Il nucleo principale si sviluppa su tre piani e sporge verso il ripido scoscendimento alberato. Così casa e parco presentano in successione diversi piani prospettici: ai primi di questi si accede mediante scale simmetriche. Qui giunti, si notano due corpi sporgenti con graziosi ninfèi, il tutto rivestito con ciottoli policromi. Dal centro di questo ripiano ha inizio la cosiddetta "scala scenografica"che porta al margine più basso del declivio dove è collocata una prima fontana con zampillo, poi un laghetto con al centro un ebbro Fauno o Pan, così sembra, dio delle greggi e dei boschi. Ai lati della scala si susseguono delle cascatelle la cui acqua, raggiunge di balza in balza il laghetto di fondo. Qui i muri di cinta, convergono con un ninfeo a destra e a sinistra, dando il giusto tono architettonico al giardino. Da un'uscita ci si immette nel seguito del parco, da poco restaurato, chiuso da un secondo muretto con una fontana all'estremo sud e pinnacoli ai lati, mentre a sinistra si nota una edicola, ora abbandonata dove la famiglia Tallacchini - così si tramanda - assisteva alle esecuzioni di musiche classiche.
Questa villa venne fatta costruire nei primi anni del settecento dall'avv. Benedetto Tatti e ai suoi successori rimase fino al 1857 quando i pronipoti Benedetto e Antonio vendettero tutto alla famiglia Tallacchini che, mentre abbellì i balzi del parco, aggiunse, sul lato orientale la grossa filanda di cui parliamo in un'altra pagina del sito. L'ultimo rappresentante della famiglia Tallacchini muore nel 1944 destinando la villa a Suffert Eugenia, quindi a Fontana Ada in Ghizzoni, la quale nel 1948 vende casa e parco a Berger Roberto. Nel 1954 la villa passa, per successione, ai figli Tommaso ed Enzo i quali nel 1984 alienano la proprietà alla Soc. Co. Imm. Bortolotti che vende poi il "complesso", sotto forma condominiale, a una decina di famiglie.
Villa Sartorelli
La villa Sartorelli, in via Mattello, venne fatta erigere negli anni 1907/09 da Carlo Sartorelli. Due statue in pietra di Vicenza, richiamanti le civiltà dell'antica Roma e del medioevo, sono collocate a sinistra e a destra della breve gradinata che porta al piano dell'ingresso. Il frontone a triangolo sopra il doppio colonnato della facciata è affrescato con scene simboleggianti l'industria e il commercio. Le balconate ai lati, arretrate rispetto al corpo centrale sono pure sostenute da colonne. La struttura, su due piani, richiama la dimora patrizia romana. La vetrata che funge da ingresso principale fa bella mostra di scene allegoriche policrome, mentre risultano incisi i sui ornamenti perimetrali. Intorno al nostro atrio romano sono sistemati al piano terra i locali destinati alla vita diurna, al piano superiore le stanze e i servizi per la notte. Alcuni soffitti degli ambienti che danno sul cortile, fra cui la sala musica e quella degli antenati sono affrescati con scene che prendono ispirazione dalla mitologia greca e romana. Il parco-giardino, che si sviluppa in buona parte a sud e a ovest della villa, presenta due balzi sotto l'ingresso: la parete del primo, nel cui interno è ricavata una piccola serra, è rivestita da ciottoli colorati sporgenti: a sinistra e a destra si evidenziano due suonatrici d'arpa e di zufoli. In fondo al secondo balzo si nota una mini-piscina vigilata dal dio Nettuno. I maestosi alberi del parco, che stanno avvicinadosi al secolo di vita, completano il tono classico della villa Sartorelli.
Villa Sartorelli
Nettuno, dio delle acque, sorveglia la minipiscina al secondo balzo del parco