Comerio - Filanda Tallacchini
Le Filande
Il gelso e il filatoio meccanico, mentre richiamano due attività strettamente legate, segnano, per le nostre zone, il passaggio dall'economia agricola a quella industriale. Il mutamento ha avuto inizio nell'800 e si è svolto in modo graduale: coltivazioni e opifici nel periodo fino al secondo conflitto mondiale, poi gran parte della Provincia di Varese ha lasciato definitivamente il sostegno dell'agricoltura per quello dell'industria.
Le filande, tre a Comerio, segnano l'inizio della trasformazione, che da qualche anno si è fatta frenetica: da industria puramente meccanica con l'ausilio costante dell'occhio e del braccio dell'uomo, a quella elettronica computerizzata e robotizzata dei nostri giorni, tanto che ormai si parla di seconda industria e di periodo postindustriale.
Ecco; le nostre nonne quando richiamano in allegra conversazione i begli anni della loro giovinezza, si ha l'impressione che stiano evocando un'era lontana, lontana, essendo cambiati radicalmente non solo le attività lavorative, ma il modo di nutrirsi, di vestire, gli svaghi, e poi ciò che di più importante sostiene l'esistenza dell'uomo: la famiglia, che da patriarcale si è fatta piccola, il costume morale e la pratica religiosa.
La filanda Tallacchini
L'attività chiamata filatoio di seta nel 1870 e filanda da seta nel 1878 pare abbia avuto inizio e sviluppo negli anni 1860-1870.
Il complesso industriale nella pienezza delle sue attività disponeva di due bracci, ciascuno con sessanta bacinelle, più alcune a chiusura dei bracci stessi, di filatoi, di magazzini per bozzoli, di vasche per colature, di locale per la stufa - caldaia, di piccola officina, di uffici amministrativi, di refettorio e dormitorio per le operaie che giungevano da paesi della sponda sud del Lago di Varese e della zona di Besozzo. Una quarantina provenivano, verso giugno, da lontani villaggi delle province di Mantova e di Cremona, reduci della monda primaverile del riso.
La filanda dava lavoro a circa duecento persone in gran parte di sesso femminile. La paga-operaie prima della guerra 1915-18 si aggirava su L. 0,75/0,90 al giorno per le scopinere, in gran parte ragazzine di 10/12 anni, e L. 1,20/1,40 per le filere. Le assistenti-maestre erano le meglio pagate; L. 2 giornaliere. Dopo il conflitto, tenuto conto dell'enorme svalutazione della moneta, la paga si aggirava, per le varie categorie, sulle L. 5/8 a giornata. Si lavorava dalle prime luci del mattino alle stelle della sera, vale a dire dieci-dodici ore al giorno e anche più secondo le necessità di mercato.
Nel 1910 figuravano nella gestione i f.lli Gerli di Gavirate che disponevano di una ventina di filande in Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana, Marche, con rappresentanze, per il mercato della seta, in Europa e negli Stati Uniti d'America.
La filanda Tallacchini chiuderà i battenti il 15 febbraio 1929, così come prima o poi chiuderanno molte consorelle del nord e centro Italia per il sopravvento dei filati sintetici in sostistuzione della seta del filugello.
La filanda De Giorgi
Diciamo subito che si tratta di un complesso industriale di minori dimensioni rispetto alla filanda Tallacchini.
Nel 1870 funzionava un filatoio con poche operaie in contrada maggiore di Comerio, essendo proprietario il sig. Antonio De Giorgi. Nel 1889 subentrarono i quattro figli. Nel 1890 figura come proprietario il solo Giovanni De Giorgi il quale, avendo per alcun tempo soggiornato in Gappone, potè organizzare i laboratori su nuovi criteri. Riuscì, anche, a portare da quel lontano Paese una selezione di seme-bachi per la produzione di bozzoli molto più grossi e redditizi. La filanda in successione di tempo figura con la dizione filanda vecchia e filanda nuova e ciò per un evidente ampliamento del complesso industriale. Nel 1937 risulta intestataria la sig.ra De Giorgi Barbara. Dal 1938 in poi risulta titolare della filanda il sig. Giannantonio Sciarini. Questo complesso cessò, verso l'anno 1945. Nel periodo di più intensa attività la filanda De Giorgi dava lavoro a 60-70 operaie, di cui alcune provenienti da S.Colombano e dalla provincia di Cremona, opsitate in locali di proprietà De Giorgi - Sciarini.
Il filandino
Si trattava di un piccolo laboratorio gestito dal sig. Attilio Ossola. Era situato sulla sinistra, verso Varese, della strada statale. Funzionò dal 1920-1930 circa. Venivano lavorati bozzoli di scarto con 5/6 fornellini e con 7/8 operaie.
Filanda Tallacchini
Gruppo di filandaie (1918) e personale dirigente
Filanda De Giorgi
Gruppo di "Piccole italiane" che osservano un filatoio (1938)